MILANO - Brutta fine per un coccodrillo del Serengeti National Park in Tanzania, mangiato vivo da una cinquantina di ippopotami affamati e arrabbiati. Il predatore si era avvicinato troppo a una femmina e ai suoi piccoli, mentre la famigliola nuotava placidamente nelle acque del River Mara, e questa imprudenza gli è costata cara: gli animali lo hanno, infatti, circondato, ben decisi a difendere la loro compagna e il povero coccodrillo, preso dal panico, ha tentato di sfuggire all’assalto passando sopra le loro schiene. Scelta pessima, a giudicare dalle incredibili immagini scattate dal fotografo ceco Vaclav Silha, perché gli ippopotami lo hanno letteralmente sbranato.
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LA TESTIMONIANZA - «In genere, gli scontri fra questi animali sono molto rari – ha raccontato il fotografo al Daily Mail - . Quando succede qualcosa, è perché ci sono dei cuccioli nel gruppo e gli ippopotami pensano che possano essere in pericolo. Ed è esattamente quello che è capitato in questa occasione. Non so cosa abbia spinto il coccodrillo a passare sopra alle schiene degli ippopotami, penso che forse si sia fatto prendere dal panico e l’abbia vista come la sola via di fuga, ma di certo è stata la peggior scelta che potesse fare e, ovviamente, anche l’ultima». Considerato fra le creature più aggressive ed imprevedibili del regno animale, un ippopotamo adulto può esercitare una pressione di diverse tonnellate in un singolo morso, come conferma la tragica fine del coccodrillo. «Tutto quello che sono riuscito a vedere – ha concluso Silha – era il coccodrillo che si dibatteva e si contorceva per sfuggire alle fauci degli ippopotami, ma nemmeno il coccodrillo più forte sarebbe riuscito a salvarsi. Infatti, non ha avuto scampo e pochi secondi dopo il suo corpo è scivolato nell’acqua e non l’ho più visto».
Simona Marchetti
17 novembre 2009(ultima modifica: 18 novembre 2009)© RIPRODUZIONE RISERVATA
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La visione di queste foto mi ha lasciato letteralmente sconvolto e senza parole !
BUON 2009 A TUTTI
........E CHE SIA UN ANNO CHE PORTI PACE ALL'ANIMA, FELICITA' AL CUORE E BENESSERE AL CORPO



L’Agrifoglio è un sempreverde con bellissime bacche rosse o variamente colorate che maturano d’inverno.
Si tratta di una pianta ornamentale e fin dai popoli antichi era associata a poteri magici positivi. I Romani, ad esempio, ne decoravano la casa nel periodo dei Saturnali, festeggiamenti dedicati al dio Saturno caratterizzato da grandi banchetti e scambio di doni.
Durante le feste natalizie e a capodanno i rami con le bacche vengono impiegati per realizzare decorazioni bene auguranti. Spesso accompagnato dal vischio sono usati per l’addobbo delle case , nelle ghirlande e sulle tavole.
Nelle antiche popolazioni nordiche il vischio era la manifestazione del divino in terra, nato dallo schianto di un fulmine. Visto che si tratta di una pianta che non ha radici ma vive parassitando nutrimento da altre piante, cresce in alto sugli alberi.
Questo suo essere senza radici ha sempre molto suggestionato gli antichi. Per questo la usavano nei sacri cerimoniali e nelle celebrazioni di purificazione o come auspicio di buoni raccolti e protezioni per il bestiame.
Anche in tradizioni più vicine a noi è ritenuto di buon augurio e si regala nel periodo natalizio a parenti e amici e viene messo davanti all’uscio di casa per scacciare disgrazi
La Stella di Natale è una delle piante spesso oggetto di dono durante le feste del periodo natalizio grazie al suo colore vivace che rallegra la casa.
Proveniente dal Messico si tratta di un arbusto sempreverde che può addirittura raggiungere anche i due metri. Le parti di colore rosso vivo sono le foglie, mentre i fiori sono quelli gialli all’interno.
Una leggenda vuole che una bimba povera portò in dono a Gesù bambino un ramo di stella di natale e tutti quelli che la videro rimasero commossi dalla bellezza del gesto. La morale di questa leggenda è che per ricordare la nascita di Gesù basta un dono bello e non necessariamente sfarzoso.

È la giornata del fiocco rosso, della speranza e della lotta contro un nemico apparentemente invisibile, che continua a inghiottire ogni giorno milioni di persone in tutti i Paesi, specialmente in quelli più distanti dagli orizzonti della ricchezza e del benessere. Primo dicembre 2008, Giornata mondiale della lotta contro l'Aids, giornata che unisce tutte le nazioni con una serie di iniziative, appuntamenti e convegni che fanno il punto sulla malattia, dalle piazze di New York a quelle di Pechino, dove un enorme fiocco rosso, simbolo di una lotta senza quartiere, è stato esposto fuori dallo stadio Nido d'uccello, luogo di recenti primati olimpionici, per far riflettere su un record d'altro tipo: il dilagare del virus in Cina, che ha finalmente spinto le autorità a lanciare una campagna di sensibilizzazione sull'argomento dopo anni di tabù. E di tristi record, il primo dicembre 2008, ne verranno ricordati molti, tanti che viene da chiedersi se il giorno dei fiocchi rossi, arrivato quest'anno alla ventesima edizione, possa bastare per far fronte contro una pandemia tutt'altro che addormentata, specialmente nell'Africa sub-sahariana, in India e negli altri Paesi asiatici. I numeri, allarmanti, lo confermano ancora una volta.
Per dare forza, non solo simbolica, alla lotta dei fiocchi rossi occorre dunque realizzare gli impegni economici e progettuali dei governi: bisogna mantenere le promesse, unire i fatti alle parole. Come sta avvenendo, con gradualità e tra mille difficoltà, sul fronte della ricerca medica anche nel nostro Paese, dove in dieci centri specializzati, coordinati dal policlinico di Modena, è da poco partita le fase due del vaccino italiano contro L'Aids, che prevede l'arruolamento di 128 pazienti volontari per verificare la risposta immunitaria al vaccino di soggetti sieropositivi già in trattamento con i farmaci antiretrovirali. La nuova speranza, per rendere più forti i nodi dei fiocchi rossi, potrebbe ripartire proprio da qui, anche se il fronte più efficace della lotta continua ad essere la prevenzione: l'uso del preservativo, oggi più che mai se si considera che la maggioror parte delle nuove infezioni da Hiv arrivano per via sessuale.

dal pianto al riso : questa è la vita
Dopo il post sulla morte del Grande Paul Newman un momento di relax e magari un sorriso
Sapete la differenza che c'è tra un topolino di città e una zitella ?
tic tac, tic tac, tic tac .................i secondi passanoooooooooo , chi risponde ?
GONGGGGGGGGGGGGGGGGGGGG
stop : adesso ve la dico io
il topolino con una scopata Muore
la zitella con una scopata Rinasce
clap clap clap


Occhi cristallini, dire azzurri è dire poco. Sarà retorica, sarà stato detto già mille volte ma non si può parlare di questo grandissimo signore del cinema senza menzionare i suoi occhi azzurri, occhi che possiedono un'aurea magica di soave eleganza e trasmettano carisma da vendere.
Ora quegli occhi si sono chiusi per sempre : Un grande uomo, un grande attore : Muore un Mito
Amare costa.
Costa dire "hai ragione".
Costa dire "perdonami",
e anche dire "ti perdono" costa..
Costa la confidenza,
costa la pazienza.
Costa fare una cosa che non hai voglia di fare ma che lui vuole.
Costa cercare di capire.
Costa tenere il silenzio.
Costa la fedeltà,
sorridere al suo cattivo umore
e trattenere le lacrime che fanno soffrire.
A volte costa impuntarsi,
a volte costa cedere.
Costa dir sempre "è colpa mia".
Costa confidarsi e ricevere confidenze.
Costa sopportare i difetti.
Costa cancellare le piccole ombre.
Costa condividere i dolori,
costa la lontananza
e costano i distacchi.
Costano le nubi passeggere,
costa avere opinioni differenti.
Costa dir sempre "si".
Eppure è a questo prezzo che si conosce il proprio uomo,
ed è a questo prezzo che genera e matura
inesorabilmente ed inevitabilmente
l'amore per lui.
Quanta verità in questo decalogo , che ho trovato girando per il web